My Name is Adil

Stefano Bartoletti

REGIA: ADIL AZZAB, ANDREA PELLIZZER, MAGDA REZENE
SCENEGGIATURA: ADIL AZZAB, ANDREA PELLIZZER, MAGDA REZENE, GABRIO ROGNONI, ROBERTA VILLA
MONTAGGIO: MAGDA REZENE
MUSICHE: ROLANDO MARCHESINI
INTERPRETI: HASSAN AZZAB, ZILALI AZZAB, MOHAMED ATIQ, ALI TATAWI, HANAN FILALI, AICHA BADRAOUI
PRODUZIONE: ADIL AZZAB, ANDREA PELLIZZER, MAGDA REZENE, GABRIO ROGNONI, ROBERTA VILLA
PATROCINIO: AMNESTY INTERNATIONAL, EMERGENCY, ASSOCIAZIONE SULLEREGOLE
PAESE DI PRODUZIONE: ITALIA, MAROCCO
DISTRIBUZIONE: UNISONA LIVE CINEMA
ANNO: 2018
DURATA: 74 minuti

Girato tra la campagna marocchina e Milano, il film racconta la storia vera di Adil, un bambino che vive nella campagna del Marocco con la madre, i fratelli e il nonno capo-famiglia. È un mondo povero, dove fin da piccoli si lavora per ore nei pascoli, gli adulti possono essere rudi e studiare è un privilegio per pochi. Adil sa che restare in Marocco significa avere un destino segnato, quello dei giovani pastori invecchiati precocemente che vede intorno a sé. Stanco delle angherie dello zio e del ristretto orizzonte che si vede davanti, il ragazzino a 13 anni decide di raggiungere il padre, El Mati, emigrato da anni in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. Andarsene, però, è anche una frattura, una separazione dolorosa dalla propria storia, dai propri affetti e dalla comunità.
Il film accompagna lo spettatore nel percorso del protagonista adolescente alla scoperta di un nuovo
mondo: l’Italia non è il paese delle città favolose e della ricchezza facile sognata nell’infanzia, ma offre ad Adil la possibilità di studiare, vivere nuove esperienze e costruire nuovi legami.
Il cerchio si chiude quando Adil, ormai adulto, dopo dieci anni di assenza dal Marocco, ritorna nel suo paese, alla riscoperta delle proprie radici: il viaggio lo aiuta a intrecciare i fili della sua storia e della sua identità, perché “solo se conosci da dove vieni, puoi sapere chi sei”.

PREMI E RICONOSCIMENTI:
Vincitore Prix des Cine Clubs: Tangier international Film festival
Vincitore della sezione “Open Frontiers” – Ventotene Filmfestival
Vincitore della sezione “Best Arabic Movie” – Alexandria Mediterranean Filmfestival
Vincitore della sezione “Migration and coexistence” – Religion Today Filmfestival di Trento
Vincitore come “Best Feature Film” – Miami Indipendent Festival – Monthly edition

CURIOSITÀ:

Adil Azzab, immigrato dal Marocco quando aveva 13 anni, e Magda Rezene, nata in Italia da genitori eritrei, si incontrano in un Centro di Aggregazione Giovanile milanese, prima come utenti e poi come volontari. Nel 2011 i due giovani vengono coinvolti come accompagnatori in un campus di formazione rivolto ad adolescenti in condizioni di svantaggio. L’obiettivo del corso è di fornire conoscenze multimediali e valorizzare la propria storia tramite la fotografia e il videomaking. Adil e Magda scoprono così la passione per il cinema e la fotografia. La sera, Adil racconta come è arrivato in Italia: il suo modo di narrare, diretto e vissuto, colpisce Andrea Pellizzer, professionista della comunicazione in veste di formatore del campus. Nasce così l’idea di realizzare un lungometraggio sulle difficoltà dell’emigrazione dalla prospettiva di un ragazzino.

“Sarebbe la prima volta che un ragazzo che non sa niente di cinema arriva in un altro paese, impara a fare un film e racconta la sua storia”.

Con queste parole Gabriele Salvatores, interpellato dai due giovani aspiranti registi, sostiene il progetto del film indipendente My name is Adil ancor prima del primo ciak ufficiale. Con i fondi raccolti, l’associazione Imagine Factory, fondata per proseguire il lavoro con gli adolescenti attraverso gli strumenti della multimedialità, mette insieme una crew e il film si fa, con l’aggiunta di Andrea Pellizzer alla regia. Quella di My name is Adil, e del progetto che ha permesso di realizzarlo, è una storia unica ed esemplare insieme, che ci parla della capacità di credere nei propri sogni, del significato dell’accoglienza e delle possibilità generative dell’incontro con gli altri.