Il Mago di Oz Locandina

Il Mago di Oz

Porretta Cinema

REGIA: Victor Fleming
SOGGETTO: dal romanzo The Wonderful Wizard of Oz di L. Frank Baum
SCENEGGIATURA: Noel Langley, Florence Ryerson, Edgar Allan Woolf
FOTOGRAFIA: Harold Rosson
MONTAGGIO: Blanche Sewell
SCENOGRAFIA: Cedric Gibbons
COSTUMI: Adrian
MUSICA: Harold Arlen, E.Y. Harburg
INTERPRETI: Judy Garland (Dorothy), Frank Morgan (professor Meraviglia/Mago di Oz), Ray Bolger (Hunk/lo Spaventapasseri), Bert Lahr (Zeke/il Leone Codardo), Jack Haley (Hickory/l’Uomo di Latta), Billie Burke (Glinda, la Strega Buona del Nord), Margaret Hamilton (Miss Gulch/la Strega Malvagia dell’Ovest), Charley Grapewin (zio Henry)
PRODUZIONE: Mervyn LeRoy per MGM
DURATA: 101 minuti

Una favola musical che trova la sua ragion d’essere in un’immortale canzone, Over the Rainbow, e in una voce che s’impenna limpida sulla soglia estrema dell’infanzia. Un film di fondazione dell’immaginario americano: “Non ebbe gran successo all’uscita. Ci vollero vent’anni per recuperare i costi. Ma poi finì per essere trasmesso così spesso in televisione che l’America si ritrovò ipnotizzata a fissare uno strano riflesso di sé” (Peter von Bagh).
Judy Garland s’aggira inquieta nella terra di nessuno che precede l’adolescenza, finché un tornado la solleva in volo dal grigio Kansas e la trasporta oltre l’arcobaleno. Lo schermo s’accende di colori e forme ai bordi dell’allucinazione, le immagini si compongono in allegorie, le scarpette rosse schiacciano streghe cattive come Eva la testa del serpente. La morale che tanto dispiacque a Salman Rushdie, “nessun posto è bello come casa mia”, avrebbe dominato almeno due decenni successivi di cinema americano.
Il film viene presentato anche nella versione 3D, che naturalmente nel 1939 non esisteva: è uno spettacolare esperimento di ‘reinvenzione’ realizzato dalla Warner nel 2014, lavorando fotogramma per fotogramma una scansione ottenuta a partire dal negativo originale Technicolor.